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Anna SartoriBiologa Nutrizionista

Bioimpedenziometria: cosa misura, e cosa la bilancia non vede

Come funziona la misurazione della composizione corporea, e perché due persone dello stesso peso possono essere fatte in modo molto diverso.

di Anna Sartori, Biologa Nutrizionista · 8 minuti di lettura ·

Due persone alte uguale e pesanti uguale possono avere corpi molto diversi: una con più muscolo e meno grasso, l'altra il contrario, una con un'idratazione regolare e l'altra con ritenzione importante. La bilancia le tratta allo stesso modo, perché la bilancia misura una cosa sola.

La bioimpedenziometria misura qualcosa di più utile: di cosa è fatto quel peso.

Come funziona

Il principio è semplice. Si fa passare attraverso il corpo una corrente alternata di intensità impercettibile — non si sente nulla — e si misura la resistenza che incontra.

I tessuti si comportano in modo diverso al passaggio della corrente. Il muscolo, ricco di acqua ed elettroliti, conduce bene. Il tessuto adiposo e l'osso, poveri d'acqua, conducono male. Dalla resistenza opposta dal corpo, insieme a statura, peso, età e sesso, si stimano i compartimenti corporei.

L'esame dura pochi minuti. Si sta sdraiati, si applicano quattro elettrodi su mano e piede, si resta fermi. Non è invasivo, non è doloroso, non c'è radiazione.

Cosa si legge

L'acqua corporea totale, e la sua distribuzione fra il compartimento dentro le cellule e quello fuori. È il dato più diretto della misurazione, e anche il più interessante da seguire: uno spostamento verso l'esterno può indicare ritenzione, infiammazione o perdita di qualità del tessuto muscolare.

La massa magra, cioè tutto ciò che non è grasso: muscolo, organi, ossa, acqua. È il tessuto metabolicamente attivo, quello che consuma energia anche a riposo, e in un percorso nutrizionale è la cosa da proteggere.

La massa grassa, ricavata per differenza. Il valore assoluto conta meno della sua variazione nel tempo.

L'angolo di fase, che è un dato meno noto e spesso il più informativo. Non è una stima: è una grandezza misurata direttamente, che descrive la relazione fra due componenti della resistenza. Viene interpretato come indicatore di integrità delle membrane cellulari e di stato nutrizionale complessivo. Valori bassi si associano a condizioni cliniche sfavorevoli, valori più alti a una migliore qualità cellulare.

Perché serve, in pratica

Il caso che si vede più spesso è questo: una persona segue un percorso, perde tre chili, ed è soddisfatta. La misurazione mostra che dei tre chili, due erano acqua e uno era muscolo. La massa grassa è invariata.

Senza la misurazione, quella persona avrebbe continuato una strada che stava peggiorando la sua composizione corporea, convinta dal numero sulla bilancia. Con la misurazione, si corregge subito.

Il caso opposto è altrettanto frequente e ancora più utile: il peso non si muove per settimane, la persona è demoralizzata e vuole abbandonare, e la misurazione mostra che la massa grassa è scesa e quella magra è salita della stessa quantità. Non è successo niente sulla bilancia perché sono successe due cose che si annullano. È esattamente il risultato che si voleva.

Come prepararsi

Le condizioni della misurazione influenzano il risultato, e per confrontare due misurazioni servono condizioni simili. Le indicazioni abituali sono:

  • niente attività fisica intensa nelle ventiquattro ore precedenti;
  • niente alcol nelle ventiquattro ore precedenti;
  • essere a digiuno da alcune ore, o comunque non aver appena mangiato;
  • non essere disidratati: bere normalmente nei giorni precedenti;
  • svuotare la vescica prima dell'esame;
  • niente creme sulle zone di applicazione degli elettrodi.

Per le donne, il momento del ciclo influisce sull'idratazione: se possibile si programma il controllo in una fase confrontabile con quella della misurazione precedente.

I limiti, detti chiaramente

La bioimpedenziometria è una stima, non una misurazione diretta della composizione corporea. I compartimenti vengono calcolati attraverso equazioni predittive costruite su popolazioni di riferimento, e più il soggetto si allontana da quella popolazione — età molto avanzata, obesità severa, atleti di alto livello, gravidanza — meno le equazioni sono accurate.

Non è l'esame di riferimento per la composizione corporea: quello è la densitometria a raggi X. La bioimpedenziometria è però ripetibile, rapida, priva di radiazioni ed economica, e questo la rende lo strumento giusto per seguire un percorso nel tempo, che è ciò che serve in ambito nutrizionale.

La conseguenza pratica più importante è questa: il valore singolo dice poco, la serie dice molto. Una percentuale di massa grassa isolata, presa una volta sola, non è un dato su cui prendere decisioni. La stessa misurazione ripetuta ogni sei-otto settimane, nelle stesse condizioni e con lo stesso strumento, mostra una direzione — ed è la direzione che interessa.

Per la stessa ragione, i valori ottenuti con strumenti diversi non sono confrontabili fra loro. Anche le bilance domestiche con misurazione dell'impedenza si basano sullo stesso principio, ma con due soli punti di contatto e una traiettoria della corrente limitata alla parte inferiore del corpo: possono avere un valore indicativo nel tempo, non un valore diagnostico, e non vanno mescolate ai dati dello studio.

Che cosa se ne fa, poi

La misurazione da sola non è un servizio: è un ingresso. Serve a impostare il piano — quanta proteina, quanta energia, che tipo di deficit se serve un deficit — e a verificarlo ai controlli.

Il criterio con cui si giudica un percorso non è quanto peso è sceso, ma da dove è sceso: massa grassa in calo, massa magra conservata, idratazione in ordine. Sono tre indicazioni che la bilancia di casa, da sola, non potrà mai dare.

Se la tua situazione è specifica

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